16/01/11

Tossicodipendenza e depressione

La depressione è un altro notevole ostacolo al recupero. In chi fa uso di sostanze tossiche, la depressione ha due sorgenti distinte. Innanzitutto osserviamo lo squilibrio chimico provocato dall'uso di queste sostanze. Le sostanze tossiche (alcol droga e farmaci) nell'organismo inibiscono la produzione naturale di sostanze chimiche e, a volte, la sostituiscono. Questi fenomeni si scontrano con il "sistema automatico di ricompensa" dell'organismo, che ci fa provare la sensazione di benessere o ci aiuta a eliminare il dolore, ad esempio, dopo una ferita.


Depressione

Questo aspetto biofisico dello squilibrio chimico presente in chi usa sostanze tossiche è generato dalle carenze alimentari che sono il risultato dell'uso abituale di alcol, droghe o farmaci. Nella maggior parte dei casi, infatti, la depressione segue (e non precede) l'abbandono della sostanza tossica da parte di chi ne faceva uso.

Un'altra causa estremamente reale della depressione è il declino della qualità di vita di chi usa sostanze tossiche. Questo include il declino della propria salute. Inoltre, chi usa sostanze tossiche si isola dal proprio contesto familiare e sociale e, abbastanza spesso, assume atteggiamenti criminali per procurarsi la sostanza. Non è raro poi, per chi assume sostanze tossiche, mettersi nei guai con la legge.

Chi usa sostanze tossiche non vorrebbe questa disgregazione del proprio stile di vita, che è però inevitabile poiché il controllo della vita stessa è andato perduto. Via via che i suoi affetti e le sue relazioni personali vanno in pezzi o che i suoi problemi legali peggiorano, chi usa sostanze tossiche si sente male, ovviamente, si sente giù, in pessima forma e quindi mostrerà le caratteristiche della depressione o della letargia.

Dobbiamo ricordare che chi usa sostanze tossiche, prima della dipendenza era sostanzialmente una brava persona. Quando però incontra i gravi problemi di vita generati dalla dipendenza, si intrappola nell'arduo tentativo di nascondere o mascherare i comportamenti e le azioni che lo hanno portato in questa condizione. A questo punto ha inizio il senso di colpa che può isolarlo ulteriormente dai suoi cari e dagli amici, facendogli addirittura assumere atteggiamenti fortemente critici o antagonistici nei confronti di chi non usa sostanze tossiche. Tali atteggiamenti antisociali sono la conseguenza diretta delle sue mancanze e del suo modo di vivere nella disonestà.

Per riuscire a eliminare efficacemente queste barriere che ostacolano il suo pieno recupero, chi è dipendente da sostanze tossiche deve trovare o creare un cambiamento positivo nei valori morali. Deve tornare ad essere onesto e questa è, probabilmente, la parte più difficile del recupero. Alle persone non piace ammettere i propri errori, meditando su chi hanno danneggiato e come. Questo è ancor più difficile per un tossicodipendente perché, francamente, non riesce a "pensare" molto bene; la sua mente è annebbiata, intontita.

Comunque, il fatto che "la confessione fa bene all'anima" resta valido ed è certamente vero per quanto riguarda il recupero dalla dipendenza di sostanze tossiche e se chi ha usato sostanze tossiche riesce a confessare i suoi errori con onestà e trova, dove è possibile, un modo per porre rimedio ai danni che ha causato, prova un sollievo enorme. Il senso di colpa svanisce e la persona è in grado di valutare meglio ciò che migliorerà la qualità della sua vita.


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